DJ_Shadow_in_NYC
02 mar 2014

Di vini e di vinile

Ecco come il Vino e la Musica sono diventati un binomio vincente

Palariviera Piazzale Aldo Moro, 1, San Benedetto del tronto (AP)

Dj Shadow

20,00 €

vini-e-vinile-logoL’abbinamento può forse apparire, a un primo sguardo, azzardato, frutto della fantasia (malata?) di qualche amante dei calembour, lazzo terminologico che sfrutta la prossimità fonetica per trarne nuovi significati.
Eppure, placato lo stupore per l’avvicinamento imprevisto, il binomio Vini e Vinile acquisisce man mano una propria definizione, quasi stringente.

 

Vino generico freeIn che senso è possibile mettere insieme il più complesso risultato della cooperazione tra uomo e natura in materia di agroalimentare (il vino) con una sostanza sintetica, osservata per la prima volta nel corso dell’Ottocento?
Da un lato, una storia millenaria, che parte (forse) dalla Georgia eurasiatica, sulla scorta della migrazione nomade di una peculiare specie di vite, la vitis vinifera, per raggiungere, usando l’uomo come vettore, tutti i continenti abitati.
Il vino, che più d’un prodotto è un essere vivente, rappresenta la più entusiasmante sfida agricola, il confronto imprevedibile ed entusiasmante dell’uomo con il “mistero” della fermentazione, dell’esuberanza della materia: una volta raccolta, l’uva necessita di lavoro, intervento, di decisione ed esperienza, ché la trasformazione è processo non procrastinabile, semmai da guidare, ma non controllabile come capita con i cereali inerti utili a produrre birra o altri fermentati.  Il vino è potenza e lavoro, natura e uomo, per questo il termine naturale, che comunque accettiamo, ci appare insidioso e, forse, non del tutto scevro da osservazioni.
DiscoDall’altro lato, il PVC, materia plastica, inerte, eppure non muta, in grado, a metà Novecento, di sostituirsi alla gommalacca e divenire la base per il miglior tipo di supporto di registrazione musicale: non c’è digitale che tenga, non c’è algoritmo (almeno sino a oggi) che tenga, è la scienza stessa che conferma come la frequenza di campionamento operabile usando il cloruro di polivinile sia ancora la migliore, la più ricca.

 

In questo senso, Vino Vinile rappresentano, specialmente se ben interpretati, ben fatti, per realizzati, due forme di ineguagliabile autenticità: quella del succo di Bacco, dell’entusiasmante ebbrezza dovuta a quel misterioso effetto indotto dall’alcol (che si debba stare attenti e non se ne debba abusare lo scriviamo anche, benché non amiamo rivolgerci ai lettori come fossero bambini da istruire) e quella del disco, della musica calda, dal suono avvolgente, in grado di catturare, con le vibrazioni più profonde e intriganti, allo stesso modo di un’ottima bottiglia.

Domani (20 aprile), a Genova, è il gran giorno. Di nuovo.
In alto i bicchieri, in alto il volume e… buon divertimento a tutti.