Il nero d’avola di Pierre Cardin

Pubblicato il 26 luglio 2013 in Vino

Pensate la mia faccia quando mi sono ritrovato davanti il responsabile delle ex cantine Sutera, qui a Palermo, scoprendo che le sue bottiglie di Nero d’Avola  (  un tempo reperibili ovunque in Sicilia ed in America)  non erano più sul mercato, ed al suo posto circolavano costosissime e pesanti bottiglie in vetro Francese di Mazim’s , la nota catena di ristoranti proprietà dell’ultranovantenne Pierre Cardin ( originario di Treviso).

Provate poi a pensare cosa mi circolasse per la testa, mentre mi  raccontava di Enologi bordolesi che gironzolavano su e giù tra Francia ed Italia per produrre vini costosetti (il prezzo non ve lo dico ma lo potete acquistare qui http://goo.gl/qtsiOo) in cui tutto, dalla bottiglia al tappo ed all’etichetta belle epoque, è curato in modo maniacale, tanto da ritirare un’intera partita dal mercato perché il tappo potrebbe induruirsi e rompersi nell’estrazione.

Il Vino Bianco prodotto da Pierre Cardin in Sicilia

Il Vino Bianco prodotto da Pierre Cardin in Sicilia

I vini siciliani di Maxim’s sono 2 , un Nero d’Avola in purezza, invecchiato 36 mesi in barrique, ed uno Chardonnay, anch’esso invecchiato secondo le tradizioni francesi. Il Nero d’Avola, pluripremiato, è un vino da sorseggiare con calma, dopo opportuna decantazione, persitente e corposo, denota la mano dell’Enologo Tonino Guozzo. Ricorda, come tipologia il Lu patri del Cristo di Campobello, ma con un inconfondible elemento bordolese che lo rende certamente un Nero d’Avola sui generis. L’ho assaggiato nella versione realizzata per i 90 anni di Pierre Cardin.

Lo Chardonnay, adeguatamente rinfrescato, assurge subito ad un importanza tipica francese, anomala nel panorama dei vini siciliani, comprendendo nell’anomalia alcuni esperimenti ben riusciti di Sauvignon e Chardonnay lasciati a lungo in botte-bottiglia .

Un vino importante, che mi a stupito meno del Nero, ben equilibrato ma che, per mio gusto personale, avrei preferito meno elaborato. Sicuramente un vino da bere a pasto, come d’altronde nelle caratteristiche della casa.

Quale vinile abbinare per una simile esperienza? ho avuto l’impressione unica di bere un Nero d’Avola francese, non me ne vogliano i Siciliani, che siano Normanni arabi o sicani. Vado sul classico Edith Piaff Non, Je Ne Regrette Rien